La Cassazione civile, sez. un., ordinanza 29 agosto 2026, n. 24845, analizzato il quadro normativo attualmente vigente, ha superato i principi espressi dalle Sezioni Unite del 2014, le quali avevano ricondotto il giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo ex art. 549 c.p.c. (ratione temporis vigente), innescato dalla dichiarazione negativa resa dall’Agenzia delle Entrate in qualità di debitor debitoris, alla giurisdizione del giudice tributario.
Le comunicazioni provenienti da piattaforme criptate già acquisite, decriptate e analizzate da un’autorità giudiziaria estera sono utilizzabili nel processo penale italiano senza preventiva autorizzazione del giudice nazionale; la loro inutilizzabilità può essere dichiarata solo in presenza di concrete e specifiche violazioni dei diritti fondamentali o delle garanzie difensive, che devono essere puntualmente allegate e dimostrate dalla parte che le eccepisce. Lo stabilisce la Cassazione penale, sez. I, sentenza 11 settembre 2026, n. 33327.
L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, 22 giugno 2026, n. 2, è stata chiamata a pronunciarsi in merito alla possibilità che l’erroneo assorbimento dei motivi del ricorso di primo grado, poi ritualmente riproposti in appello, possa determinare l’annullamento della sentenza impugnata e la conseguente rimessione della causa al primo giudice. Per fare chiarezza su tale questione, la Corte si è dovuta, nuovamente, soffermare sull’annoso tema della corretta applicazione dell’art. 105, comma 1, c.p.a e, in particolare, dell’esatto ambito di applicazione della categoria della nullità della sentenza, domandandosi se in essa possa ricomprendersi, ai fini della rimessione della causa al primo giudice, anche la mancata pronuncia su singoli motivi del ricorso. Con la pronuncia in esame, l’Adunanza Plenaria chiarisce che non ogni errore processuale commesso dal TAR può essere trasformato in una nullità della sentenza idonea a determinare, ai sensi dell’art. 105c.p.a., la rimessione della causa al giudice di primo grado.
In G.U. il D.Lgs. n. 160/2026 in tema di AI e attività di polizia. Il CdM, oltre al Decreto Bollo auto (D.L. n. 162/2026), approva definitivamente il decreto sul diritto alla riparazione e quello di riforma della disciplina della confisca dei beni. Ok finale alla proroga per la delega per il nuovo Codice della strada: a breve in Cdm?
La Cassazione civile, sez. V, ordinanza 14 agosto 2026, n. 24651 ha ribadito che, a seguito dell’apertura della successione, il chiamato che rinunci all’eredità non risponde dei debiti riferibili al de cuius e che è compito del creditore dimostrare ch’egli ha acquistato la qualità di erede.
Il delitto di bancarotta documentale semplice l’omessa tenuta delle scritture non deve necessariamente protrarsi per l’intero triennio precedente alla dichiarazione di fallimento, essendo il reato integrato anche se tale condotta venga tenuta per un arco temporale inferiore. Questo è quanto stabilito dalla Cassazione penale, sentenza n. 30671/2026.
La mancata partecipazione in contraddittorio della persona offesa dal reato per il vizio di notificazione dell’udienza la legittima all’impugnazione della declaratoria di estinzione del reato. La totale estromissione della persona offesa dall’iter procedimentale per l’ammissione alla messa alla prova dell’imputato determina nullità con effetti anche sull’eventuale giudizio positivo della prova emesso dal giudice al termine del periodo di sospensione del procedimento penale. Lo stabilisce la Cassazione penale, sez. II, sentenza 11 settembre 2026, n. 33383.
In tema di separazione coniugale gli utili societari, anche se non distribuiti come dividendi, costituiscono un elemento rilevante nella valutazione comparativa della capacità economico-patrimoniale dell’obbligato e nella determinazione dell’assegno di mantenimento. La Suprema Corte chiarisce, inoltre, che gli aumenti dell'assegno di mantenimento disposti in appello possono decorrere retroattivamente dalla domanda giudiziale se derivano da una nuova e più equa valutazione dello squilibrio reddituale originario e non da mutamenti patrimoniali sopravvenuti. Lo stabilisce la Cassazione civile, sez. I, ordinanza 26 agosto 2026, n. 24776.
Ai fini dell’accertamento della natura assorbibile del superminimo, non è sufficiente il dato letterale contenuto nel contratto individuale di lavoro, ma è necessario estendere l’indagine anche ad altri criteri logici, teleologici e sistematici, ivi compreso il comportamento, anche successivo, delle parti. È quanto si legge nella sentenza Cassazione civile 5 agosto 2026, n. 24475.
L'analisi dei dati Banca d'Italia e le implicazioni operative per notai, avvocati e operatori del settore.
Il Tribunale di Pordenone, sentenza 5 agosto 2026, n. 450, ha accolto la domanda di demolizione di una sopraelevazione, realizzata in violazione di apposito divieto contenuto nel regolamento di condominio, costitutivo di una servitù altius non tollendi.
Con la risposta a interpello 11 settembre 2026, n. 171, l’Agenzia delle Entrate delinea il quadro normativo di riferimento per la tassazione delle plusvalenze, la rilevanza Iva e le imposte d’atto nel caso di fusione per incorporazione di una società semplice in ETS.
Con sentenza 13 giugno 2026 n. 800 (pubblicata il 15 giugno 2026), il Tribunale di Pisa ha rigettato l'impugnazione di un licenziamento per giusta causa irrogato a una dipendente addetta alla fatturazione, sulla base di un’indagine retrospettiva sulla posta elettronica aziendale a seguito di un fondato sospetto di conflitto di interessi. La decisione ha ritenuto legittima l’indagine retrospettiva sull’e-mail aziendale in presenza di legittimo sospetto e adeguata informativa che ammoniva la dipendente circa la possibilità di controlli e ha escluso la sanzione dell’inutilizzabilità dei dati raccolti pur in presenza di una pronuncia del Garante per la Protezione dei Dati Personali che aveva sanzionato la società per violazione dei principi di minimizzazione e di limitazione della conservazione dei dati.
La sentenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere n. 2642/2026 affronta un nodo ancora controverso: quando la negoziazione assistita è disposta dal giudice in pendenza di causa, l’invito va comunicato alla parte personalmente oppure al difensore già costituito? Il provvedimento aderisce all’orientamento che richiama l’art. 170 c.p.c. e reputa invalida la comunicazione diretta alla parte. Il tema, tuttavia, resta segnato da un contrasto giurisprudenziale tuttora aperto
Rafforzando un’opzione esegetica già espressa in un precedente arresto, la Cassazione penale, sez. I, sentenza 2 settembre 2026, n. 32699 ritiene che il divieto temporaneo di concessione delle misure alternative previsto dall’art. 58-quater, comma 2, ord. penit., opera solo quando la revoca sia stata disposta per un comportamento del condannato “successivo” alla concessione della misura; invece, non trova applicazione quando la revoca si fonda su fatti “antecedenti” al disposto beneficio extramurario.
La precarietà dell’opera, che esonera dall’obbligo del possesso del permesso di costruire, ai sensi dell’art. 3, I, lett. e. 5, D.P.R. n. 380/2001 (T.U. Edilizia), postula un uso specifico e temporalmente delimitato del bene e non ammette che lo stesso possa essere finalizzato al soddisfacimento di esigenze (non eccezionali e contingenti, ma) permanenti nel tempo. Lo stabilisce il Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 24 agosto 2026, n. 6617.
Le scelte di pianificazione urbanistica costituiscono espressione di un’ampia discrezionalità dell’Amministrazione e sono sindacabili in sede di legittimità solo qualora risultino inficiate da palesi elementi di illogicità, irrazionalità, arbitrarietà o da un manifesto errore sui presupposti di fatto. Lo stabilisce il Tar Lombardia, sez. II, sentenza 27 luglio 2026, n. 1070.
L’ordinanza n. 24605/2026 della Cassazione civile tocca un curioso caso in cui un fallimento imputa a un notaio di essere addirittura amministratore di fatto della s.r.l. fallita. Seppure sussistano elementi non trascurabili in questo senso, la Corte di appello di Cagliari prima e la Suprema Corte poi reputano che le condotte del notaio non lo possano qualificare come amministratore di fatto, escludendo che debba risarcire i danni alla società.
Con le “Linee di indirizzo sull’utilizzo di sistemi di Intelligenza Artificiale nei materiali promozionali”, l’Ufficio Informazione sui Medicinali e Vigilanza sulla Pubblicità (UIMVP) dell’AIFA offre alle imprese farmaceutiche un primo, organico riferimento per l’impiego dei sistemi di intelligenza artificiale nella predisposizione dei materiali promozionali (MP) destinati agli operatori sanitari.
Con la risposta a interpello n. 131/2026, l’Agenzia delle Entrate si interroga sui rapporti tra saldo del conto corrente bancario del defunto e operazione di acquisto di titoli di Stato, eseguita lo stesso giorno del decesso, seppur contabilizzata successivamente.
La sentenza 10 luglio 2026 n. 593, Tribunale di Livorno, offre un’interessante occasione di riflessione in tema di responsabilità professionale dell’avvocato, con particolare riferimento agli obblighi di diligenza qualificata ex art. 1176, comma 2, c.c., agli obblighi informativi gravanti sul difensore e ai criteri di accertamento del nesso causale. Nel caso esaminato, la responsabilità dei professionisti è stata ravvisata nell’omessa iscrizione a ruolo di un pignoramento immobiliare entro il termine perentorio previsto dall’art. 557 c.p.c. e nella successiva erronea rappresentazione al cliente del regolare andamento della procedura esecutiva. Il Tribunale ha ritenuto che tali condotte abbiano determinato la definitiva perdita della possibilità di soddisfacimento del credito, escludendo la configurabilità di una mera perdita di chance e riconoscendo invece un danno da mancato conseguimento del risultato utile. La decisione si inserisce nel solco dell’elaborazione giurisprudenziale secondo cui la responsabilità del professionista non discende dal mancato raggiungimento del risultato perseguito, ma dalla violazione degli obblighi di competenza, diligenza, informazione e corretta gestione dell’incarico, laddove tale violazione abbia inciso causalmente sul pregiudizio subito dall’assistito.