In G.U. la L. 26/2026 di conversione del Milleproroghe e il D.Lgs. 28/2026 in tema di intermediazione finanziaria. Alla Camera approvato definitivamente il ddl sulle spoglie mortali delle vittime di omicidio. Il Senato dà il via libera al provvedimento contro l’antisemitismo. Via libera definitivo alla legge annuale per le piccole e medie imprese. In Commissione, iniziato l’esame del Decreto sicurezza.
Le Sezioni Unite penali della Corte di cassazione con la sentenza 27 febbraio 2026, n. 7983 hanno dato risposta al seguente quesito: «Se l'indagato sia legittimato a proporre istanza di riesame del provvedimento di sequestro preventivo, anche quando non abbia diritto alla restituzione del bene».
La Corte Costituzionale n. 17 del 2026 ha dichiarato la non fondatezza – in riferimento agli artt. 3, 5, 51, 97 e 114 Cost. – delle questioni di legittimità costituzionale dell’art. 262, comma 1, del TUEL, nella parte in cui prevede che, in caso di mancata approvazione del bilancio in riequilibrio di un ente in dissesto, il Consiglio comunale sia sciolto, poiché la deliberazione di dissesto rappresenta la conseguenza di una lunga e persistente violazione di principi costituzionali e di norme statali in materia di ordinamento finanziario degli enti locali.
L’autonomia normativa delle Casse di previdenza, ed in particolare della Cassa Nazionale del Notariato, il cui sistema è improntato alla solidarietà di categoria, può spingersi verso la “compressione” dell’indicizzazione pensionistica, semprechè la scelta non sia sproporzionata rispetto alle esigenze di equilibrio dei conti. Questo è quanto dispone la sentenza del Tribunale di Torino pronunciata l’8 gennaio 2026.
La sentenza del 5/2/2026, n. 335 della Corte di Appello di Bologna riafferma il principio per il quale l’incapacità a deporre prevista dall’articolo 246 c.p.c. deriva dalla sussistenza, in capo al soggetto chiamato a rendere testimonianza sui fatti di causa, di un interesse giuridico che possa legittimarne la partecipazione al giudizio quale contradditore e non già dal mero interesse di fatto che egli possa avere a che la causa possa essere decisa in un dato modo, rilevante non ai fini dell’ammissibilità ma solo sull’attendibilità della sua deposizione una volta resa.
Il Tribunale di Padova, con breve sentenza dell’8 maggio 2025, n. 462, fa sorgere quesiti e pone alcuni principi per risolvere l’alternativa fra assistenza sanitaria privata e pubblica, quando quest’ultima risulti insufficiente. L’assistenza sanitaria pubblica è dovuta anche per le prestazioni non previste espressamente, secondo criteri di necessità e proporzionalità, ed in caso di rifiuto o ritardo si ha diritto al rimborso per le spese mediche private.
La disciplina dettata dall'art. 50D.Lgs. 31/3/2023, n. 36 consente di individuare un sicuro spartiacque tra le fattispecie in cui sono configurabili i reati di cui agli artt. 353 e 353-bis c.p. e quelle in cui, invece, in astratto non sono delineabili tali ipotesi delittuose. Sono esclusi dall'ambito di applicazione dei reati di turbata libertà degli incanti o del procedimento di scelta del contraente i casi in cui le norme in tema di contratti pubblici consentono il ricorso all'affidamento diretto perché in tali ipotesi per legge l'amministrazione non è tenuta al rispetto di alcuna procedimentalizzazione. A diverse conclusioni deve invece giungersi non solo nel caso in cui è imposta la procedura di evidenza pubblica per i contratti sopra-soglia, ma anche per le ipotesi di procedura negoziata senza bando (ex art. 50, lett. c, d ed e), rispetto alle quali la norma impone in ogni caso una fase comparativa, per il semplice fatto di richiedere la necessaria consultazione di un certo numero di operatori (Cassazione penale, Sez. VI, sentenza 20 febbraio 2026, n. 6875).
La Corte di Cassazione penale, Sez. IV, con la sentenza 16 febbraio 2026, n. 6198 ribadisce principi consolidati rispetto a molteplici questioni inerenti al reato di guida in stato di ebrezza.
La Cassazione civile, sez. I, ordinanza 28 gennaio 2026, n. 1938 ha disposto che, in tema di separazione personale, l’addebito per violazione dell’obbligo di fedeltà presuppone l’accertamento del nesso causale tra il comportamento infedele e l’intollerabilità della convivenza; tale nesso non può essere escluso sulla base della mera tolleranza di precedenti tradimenti, quando risulti provata la perdurante affectio coniugalis del coniuge tradito.
La Corte di Cassazione civile con la sentenza 10 febbraio 2026, n. 2981 afferma che il sopravvenire di una disciplina normativa meno restrittiva comporta che l'edificio in contrasto con la regolamentazione in vigore al momento della sua ultimazione, ma conforme alla nuova, non possa più essere ritenuto illegittimo, cosicché il confinante non può pretendere l'abbattimento o, comunque, la riduzione alle dimensioni previste dalle norme vigenti al momento della sua costruzione.
La Corte costituzionale, sentenza n. 13 del 2026 ha dichiarato l’inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale sollevate dalla Regione siciliana in ordine all’art. 9, commi 1, 2 e 13, e al relativo All. C, del D.lgs. n. 190 del 2024, con riguardo alla denuncia del proprio insufficiente coinvolgimento nel procedimento previsto per l’autorizzazione unica relativa agli impianti su terraferma e alla mancata previsione di qualsivoglia coinvolgimento nel procedimento previsto per l’autorizzazione unica relativa agli impianti off-shore, poiché l’art. 4-bis del D.L. n. 19 del 2025 ha modificato l’art. 9, comma 13, del D.lgs. n. 190 del 2024, stabilendo che per gli impianti off-shore di cui alle lett. t) e v) della Sez. II del medesimo All. C il relativo provvedimento autorizzatorio unico è rilasciato sentita la regione costiera interessata.
Nelle frodi IVA “carosello” del comparto carburanti, l’impiego in dichiarazione di fatture relative a operazioni soggettivamente inesistenti assume rilievo ai sensi dell’art. 2 del d.lgs. n. 74/2000 quando la fatturazione costituisce l’anello documentale di una filiera fittizia preordinata a trasferire, lungo la catena commerciale, il vantaggio fiscale derivante dall’omesso versamento dell’imposta. La consapevolezza dell’utilizzatore non richiede una prova diretta, potendo essere desunta da un quadro di indici convergenti (anomalie economiche, inconsistenza dei fornitori, tracciabilità, pregresse evidenze investigative, assenza di verifiche minime), alla luce della professionalità del cessionario e del contesto normativo del comparto. In tale prospettiva, pertanto, il profitto penalmente rilevante si identifica nell’IVA indebitamente detratta e confiscabile anche per equivalente. Questo quanto deciso dal Tribunale di Ascoli Piceno con la sentenza del 19 gennaio 2026, n. 722.
Non può essere addebitata una condotta negligente all’avvocato che, nonostante lo stato di menomazione fisica, abbia comunque dimostrato di aver cercato di assicurare l’assistenza in udienza alla sua cliente. È quanto si legge nell’ordinanza della Cassazione civile del 26 febbraio 2026, n. 4357.
Il Tribunale di Siracusa (con la sentenza 20 febbraio 2026, n. 338) ha rigettato la domanda risarcitoria di una società contro il rappresentante di un’associazione, dichiarando l’azione decaduta ex art. 1957 c.c. e rilevando l’assenza di nesso causale e prova del danno. La decisione censura soprattutto la grave condotta processuale dell’attrice, che ha utilizzato precedenti inesistenti, probabilmente generati da IA senza verifica. Per l’uso acritico di tali strumenti, ritenuto colpa grave, la società è stata condannata per lite temeraria ex art. 96 c.p.c. a 2.000 euro.
Il Tribunale di Napoli, con sentenza del 28 gennaio 2026, n. 1356 affronta la problematica, ricorrente nella prassi, se uno scambio di messaggi Whatsapp, pur se aventi per oggetto gli estremi delineanti il contenuto minimo del contratto di locazione, sia sufficiente a integrare il requisito della forma scritta richiesto ex art. 1, comma 4, della legge n. 431 del 1998 per la valida stipula del contratto di locazione.
L’ordinanza della Cassazione civile n. 2342/2026 ribadisce che il notaio non risponde della falsità di documenti non identificativi prodotti dalle parti quando non sia incaricato di verificarne la genuinità. La responsabilità sorge solo rispetto agli adempimenti che rientrano nella sfera della diligenza professionale “governabile”, come controlli su ipoteche, titolarità o iscrizioni. La decisione richiama inoltre la necessità di accertare autonomamente il nesso causale tra condotta e danno, distinguendo tra danno evento e danno conseguenza ai fini del risarcimento.
Il dissenso tra comproprietari non è sufficiente a bloccare l’accertamento di conformità di opere eseguite senza titolo e impone all’amministrazione di valutare nel merito la sanabilità dell’intervento. Lo afferma la seconda sezione del Consiglio di Stato con la sentenza n. 862 del 2 febbraio 2026.
Con un’importante e densa sentenza la n. 25 del 26 febbraio 2026, la Corte costituzione ha ritenuto non fondate una serie di questioni di legittimità costituzionale dell’art. 95 c.p.
Il debitore che si difende contestando l’entità del credito o la sua sussistenza ammette implicitamente di non aver adempiuto (Cassazione n. 27709/2025)
In tema di responsabilità ex art. 2051 c.c. , per la ricostruzione dell'incidenza causale nella determinazione del danno occorre tener conto del comportamento del danneggiato, alla luce del principio di autoresponsabilità, desumibile dall' art. 2 Cost. , che richiede a ciascun consociato l'adempimento dei doveri di solidarietà sociale (indicati come inderogabili); nonché dell' art. 1227 comma 1 c.c., che impone al giudice di merito di esaminare d'ufficio l'eventuale incidenza causale del comportamento colposo del danneggiato nella produzione dell'evento dannoso. È quanto stabilito dal Tribunale di Napoli, sez. VIII, sentenza 14 gennaio 2026, n. 565.