In G.U. la Legge di bilancio 2026 (L. 199/2025), il Milleproroghe 2026 (D.L. 200/2025), la L. 1/2026, che riforma le funzioni della Corte dei conti e la responsabilità erariale e la legge sulla concorrenza 2025 (L. 190/2025). Approvazione definitiva da parte del CdM al il Testo unico delle disposizioni legislative in materia di imposta sul valore aggiunto e al D.Lgs. sui contratti di credito ai consumatori. ha approvato deleghe strategiche e il Senato ha dato fiducia al Piano Transizione 5.0. Il Senato dà il primo placet al Piano Transizione 5.0.
La Corte Costituzionale n. 186 del 2025 ha dichiarato la non fondatezza, in riferimento agli artt. 3 e 41 Cost., delle questioni di legittimità costituzionale dell’art. 22, comma 6, della legge della Regione Toscana n. 61 del 2024, recante il testo unico del turismo, nella parte in cui prevede la possibilità, per gli alberghi, di associare nella gestione, in aumento della propria capacità ricettiva e nei limiti del 40% della medesima, unità immobiliari residenziali nella loro disponibilità, ubicate entro duecento metri, attribuendo ai comuni il potere di stabilire una percentuale inferiore, e delle questioni relative all’art. 41, comma 3, di tale legge, nella parte in cui stabilisce che l’attività ricettiva extra-alberghiera è consentita esclusivamente in unità immobiliari aventi, ai fini urbanistici, destinazione d’uso turistico-ricettiva, con esclusione di quelle aventi destinazione d’uso residenziale, con gestione in forma imprenditoriale.
È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 24 dicembre 2025 il Decreto Ministeriale dell’11 novembre 2025 n.195, regolamento che reca la determinazione dei criteri e delle modalità di formazione e trasmissione telematica delle copie dei repertori e del registro somme e valori o delle certificazioni negative.
Con nota del 31 dicembre 2025, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha reso disponibile il tanto atteso documento di indirizzo recante le Linee guida NIS – Specifiche di base – Definizione del processo di gestione degli incidenti di sicurezza informatica. Il documento fornisce una descrizione del processo di gestione degli incidenti richiesto ai soggetti NIS essenziali e importanti con le fasi, sotto-fasi, presupposti organizzativi, ruoli e strumenti di governo, nonché la nozione di “incidenti di base” rilevanti ai fini della disciplina NIS.
La sentenza del Tribunale di Cassino 19 settembre 2025, n. 1186 ribadisce che, nelle materie a mediazione obbligatoria (condominio), la condizione di procedibilità richiede una corrispondenza sostanziale tra i fatti essenziali esposti nell’istanza di mediazione e quelli posti a fondamento della domanda giudiziale. L’omessa produzione dell’istanza e l’ammissione di un contenuto incompleto conducono all’improcedibilità integrale, escludendo una “procedibilità parziale”. Il contributo inquadra l’orientamento e affronta il tema dell’ampliamento concordato dell’oggetto in mediazione.
La circostanza che l'avvocato si sia avvalso della facoltà di difesa personale prevista dall'art. 86 c.p.c. non incide sulla natura professionale dell'attività svolta e, pertanto, non esclude che il giudice debba liquidare in suo favore, secondo le regole della soccombenza e in base alle tariffe professionali, i diritti e gli onorari stabiliti per la prestazione resa. A confermarlo è la Cassazione civile con ordinanza del 23/12/2025, n. 33758.
La Corte costituzionale con la sentenza n. 193 del 22 dicembre 2025 ha rigettato una serie di questioni di legittimità costituzionale dell’art. 624-bis c.p. nella parte in cui si applica anche agli spazi comuni degli edifici condominiali e nella parte in cui in cui non prevede che la pena sia diminuita fino a un terzo quando il fatto risulti di lieve entità.
Con l’ordinanza n. 32545 del 13 dicembre 2025, la Corte di Cassazione è intervenuta in modo sistematico sul perimetro applicativo dell’art. 2476, comma 8, c.c., chiarendo i presupposti e i limiti della responsabilità solidale del socio non amministratore di s.r.l. per atti dannosi di gestione. La Suprema Corte, nel dichiarare inammissibile il ricorso di Alfa avverso la sentenza della Corte d’Appello di Firenze, consolida l’impostazione secondo cui la responsabilità del socio ai sensi del citato articolo presuppone, sul piano oggettivo, un’effettiva condotta “gestoria” di tale socio, che decida, autorizzi o induca gli amministratori al compimento dell’atto dannoso, e, sul piano soggettivo, la prova dell’intenzionalità dell’ingerenza, intesa come volontà consapevole di influenzare la gestione. L’ordinanza riallinea la lettura dell’avverbio “intenzionalmente”, di cui all’art. 2476, comma 8, c.c., a un dolo riferito al comportamento di influenza sulla gestione e valorizza il dato tipologico della s.r.l. “riformata”, in cui l’accentuata centralità del socio comporta, in casi eccezionali, una possibile “esondazione” di responsabilità verso l’area tipica dell’organo gestorio.
Pronunciandosi su un caso “italiano” in cui si discuteva dei ritardi sistemici nel pagamento, da parte delle autorità italiane, delle indennità dovute agli avvocati per prestazioni rese nell’ambito del patrocinio a spese dello Stato, la Corte di Strasburgo, 11 dicembre 2025, n. 15587/10, ha, all’unanimità, ritenu-to che vi fosse la stata la violazione dell’art. 1 del Protocollo n. 1 della CEDU, che tutela la protezione della proprietà.
La Corte costituzionale con la sentenza 16 dicembre 2025, n. 188 ha dichiarato l’inammissibilità – in riferimento agli artt. 36, c. 1, 39, c. 4, 117, c. 2, lett. l) ed m), Cost. – delle questioni di legittimità costituzionale dell’art. 2, c. 2, della L.R. Puglia n. 30/2024 e della sua successiva modifica con L.R. n. 39/2024, nella parte in cui prevedono la fissazione di una soglia retributiva minima di nove euro l’ora come criterio di selezione del CCNL che la Regione e gli enti strumentali devono indicare negli atti di gara relativi a procedure di evidenza pubblica bandite a livello regionale, poiché le disposizioni regionali impugnate non introducono un obbligo generalizzato di retribuzione minima che si imponga direttamente a tutti i contratti di lavoro privato subordinato stipulati nel territorio regionale, ma hanno un ambito di applicazione circoscritto alla sola sfera degli appalti pubblici e delle concessioni affidati dalla Regione e dagli enti strumentali.
La Corte costituzionale con la sentenza n. 191 del 19 dicembre 2025 ha dichiarato infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 168-bis, c. 1, c.p., nella parte in cui non consente la sospensione del processo con messa alla prova in relazione al delitto di incendio boschivo colposo di cui all’art. 423-bis, c. 2, c.p.
La fattispecie incriminatrice di cui all'art. 624-bis c.p. rientra nel novero dei reati per i quali è ammessa l'operatività dell'istituto della sospensione del processo per messa alla prova, dal momento che questo è applicabile, secondo la chiara dizione dell’art. 168-bis c.p. ai delitti indicati nel comma 2 dell'art. 550 c.p.p. sulla citazione diretta a giudizio, tra i quali è certamente da ricomprendere il delitto contestato (Cassazione penale, Sez. V, sentenza 28 novembre 2025, n. 38670).
Il Giudice del Lavoro di Torino con sentenza n. 2435 del 26 novembre 2025, adito da una idonea ad un concorso pubblico, che lamentando la mancata sua assunzione, sosteneva la tesi secondo la quale l’Ente non avrebbe potuto indire un nuovo concorso, per il quale erano previsti diversi requisiti di accesso rispetto a quello a cui aveva preso parte, senza prima scorrere la graduatoria del precedente bando, ha richiamato la giurisprudenza di legittimità che, da tempo, ritiene che debbano essere devolute alla cognizione del Giudice Amministrativo le fattispecie nelle quali il privato non lamenta, nella sostanza, il mancato scorrimento tout court della graduatoria, quanto piuttosto l’agere e le scelte della P.A., che, invece di far luogo allo scorrimento della graduatoria, ha proceduto alle assunzioni per altra via: indizione di una nuova procedura destinata agli esterni, procedura destinata ai soli interni, ricorso a professionisti esterni, etc.
L’interpretazione autentica fornita dalla stazione appaltante attraverso i chiarimenti è suscettibile di ingenerare un rilevante affidamento negli operatori economici che partecipano ma non consente una modifica della legge di gara. Lo afferma la terza sezione del Consiglio di Stato con la sentenza n. 9835 del 12 dicembre 2025.
La Corte di Cassazione chiarisce che, in caso di accoglimento dell’azione di riduzione per lesione di legittima, il conguaglio divisionale deve essere determinato in base al valore economico del bene al momento della decisione giudiziale e non a quello esistente all’apertura della successione. Il credito del legittimario ha natura di debito di valore e deve garantire una reintegrazione effettiva e attuale della quota riservata, evitando che il ritardo del processo o le oscillazioni del mercato incidano in danno dell’avente diritto. Lo ha stabilito la Cassazione civile, sez II, ordinanza 9 dicembre 2025, n. 32056.
La Corte costituzionale con la sentenza n. 190 del 18 dicembre 2025 ha ritenuto infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 34, c. 2, c.p.p., nella parte in cui non prevede la incompatibilità a decidere in sede di giudizio abbreviato del giudice che abbia in precedenza ammesso l’imputato alla messa alla prova poi revocata per rinuncia dello stesso imputato.
La Corte di cassazione penale, Sez. Un., con la sentenza 12 dicembre 2025, n. 40000 hanno dato risposta ai seguenti quesiti: «Se sia configurabile, in capo alla parte civile costituita, l'interesse a impugnare la sentenza con riguardo ai punti relativi alla sussistenza di circostanze aggravanti o di circostanze attenuanti del reato; se sia configurabile in capo alla parte civile costituita, l'interesse a resistere all'impugnazione del pubblico ministero o dell'imputato con riguardo ai predetti punti».
In tema di diritto degli ascendenti a mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni, previsto dall’art. 317-bis c.c. e tutelato dall’art. 8CEDU, nell’ambito del concetto di “vita familiare”, il mero rifiuto di un genitore di consentire ai nonni di “prendersi cura” del nipote neonato non integra di per sé un comportamento antigiuridico sanzionabile ex art. 2043 c.c., in assenza di una preventiva valutazione del giudice competente chiamato a regolamentare le modalità di esercizio di tale diritto ai sensi dell’art. 317-bis c.c. Lo stabilisce la Corte d'Appello di Firenze, sez. IV, sentenza 24 novembre 2025, n. 2070.
La subordinazione, intesa come vincolo di soggezione personale del prestatore al potere direttivo del datore di lavoro e che inerisce alle modalità di svolgimento della prestazione e non al solo risultato, costituisce l’elemento costitutivo del rapporto di lavoro subordinato. Gli ulteriori indici – quali continuità, orario determinato e inserimento nell’organizzazione aziendale – hanno natura sussidiaria e valore indiziario. Muovendo da tali premesse, Il Tribunale di Grosseto con sentenza 19 novembre 2025, n. 400, ha annullato un avviso di addebito da euro 30.970,71 per il recupero di contributi previdenziali, ritenendo, a valle dell’attività istruttoria, non provata la subordinazione.