In tema di reati fallimentari, il prelievo di somme di denaro a titolo di restituzione dei versamenti operati dai soci in conto capitale (o indicati con analoga dizione) integra la fattispecie della bancarotta fraudolenta per distrazione, non dando luogo tali versamenti ad un credito esigibile nel corso della vita della società, mentre il prelievo di somme quale restituzione dei versamenti operati dai soci a titolo di mutuo integra la fattispecie di bancarotta preferenziale. Così ha stabilito la Cassazione penale con la sentenza n. 13935/2026.
Importanti precisazioni della Corte costituzionale con la sentenza n. 50/2026: nel dichiarare infondata una serie di questioni di legittimità costituzionale dell’art. 21-bisd.lgs. n. 74 del 2000, ha individuato alcune ipotesi in cui il giudice tributario non è vincolato dalla sentenza irrevocabile di assoluzione.
Il provvedimento n. 193 del 12 marzo 2026 (doc. web. 10233368) del Garante esamina un caso in cui una società di recupero crediti (Sagitter S.p.A.) ha comunicato l'asserito stato di insolvenza di un soggetto ai suoi familiari e agli altri cointestatari di alcuni immobili, rivelatosi poi del tutto estraneo al debito a causa di un caso di omonimia e omocodia. Il Garante ha ritenuto la condotta illecita per violazione degli artt. 5 e 6GDPR, rigettando il tentativo di invocare il legittimo interesse ex art. 6, par. 1, lett. f) a tutela dei comproprietari: in una fase meramente pre-esecutiva, in cui non è ancora stato individuato né il bene da pignorare né i terzi concretamente coinvolti, tale interesse difetta dei requisiti di concretezza e attualità richiesti dalle Guidelines 01/2024 dell’EDPB. Il provvedimento consolida un orientamento del Garante risalente al 2005, aggiornandolo con un'analisi della normativa processuale sull'espropriazione di beni indivisi (artt. 599-601 c.p.c.) e con riflessioni sui rischi connessi alla cessione di portafogli crediti. L’articolo si propone di individuare alcune best practices che gli operatori del settore devono attuare per minimizzare i rischi derivanti da attività di trattamento intrinsecamente delicate, quali il recupero del credito.
Con la modifica approvata nel febbraio 2026, il diritto dell’Unione europea codifica un nuovo obiettivo climatico vincolante: la riduzione del 90% delle emissioni nette di gas serra entro il 2040 rispetto al 1990. Tale target intermedio, integrato nel Regolamento (UE) 2021/1119 (Legge europea sul clima) in attuazione del Green Deal, rappresenta un passo determinante verso la neutralità climatica 2050 e rafforza l’architettura della governance climatica UE. In particolare, l’obbligatorietà giuridica di questo traguardo incide sulle competenze e responsabilità condivise tra Unione e Stati membri, richiedendo il contributo di questi ultimi mediante l’adozione di misure nazionali coerenti e un potenziamento degli strumenti regolatori, fiscali e di mercato già esistenti. Il commento evidenzia come il target 2040 si collochi nel quadro dei principi generali del diritto UE – in primis neutralità climatica, proporzionalità, transizione equa e neutralità tecnologica – e ne esamina l’impatto attuativo, prospettando riflessi sia sull’adeguamento delle normative interne sia sui procedimenti amministrativi ambientali, alla luce del principio per cui tutte le decisioni pubbliche dovranno ora contribuire al percorso di decarbonizzazione delineato a livello europeo.
In un procedimento esecutivo con pignoramento della quota di partecipazione detenuta dal debitore in una società, costui aveva esercitato il diritto di recesso e ottenuto l'ordinanza di estinzione della procedura – Ordinanza palesemente errata perché l'effetto del pignoramento è proprio quello di imporre un vincolo di indisponibilità sul bene ed il recesso operato dal debitore esecutato equivale ad un atto dispositivo, perseguendo la finalità preclusa dall'art. 2913 c.c. È quanto si legge nella sentenza del Tribunale di Brescia del 17 febbraio 2026, n. 1970.
I codici Ateco non hanno finalità certificative dell’attività in concreto svolta dall’impresa e non rilevano ai fini dell’attribuzione alla medesima del requisito sostanziale di idoneità tecnico-professionale richiesto dai bandi ai fini dell’ammissione alle pubbliche gare, avendo finalità essenzialmente statistiche. Lo stabilisce la CGA Sicilia, sez. giurisdizionale, sentenza 7 aprile 2026, n. 229.
Può legittimamente un’azienda produttrice di software di intelligenza artificiale opporre le proprie linee guida etiche al Governo USA contro l’utilizzo di software di Intelligenza Artificiale nelle armi automatiche? La questione è sul tavolo dei giudici federali americani che in prime cure hanno risposto di sì. Vediamo con quali argomenti.
La Corte costituzionale, sentenza n. 49/2026, ha respinto una serie di questioni di legittimità costituzionale dell’art. 578-bis cod. proc. pen., nella parte in cui, secondo il “diritto vivente”, prevede che, quando è stata ordinata la confisca urbanistica di cui all’art. 44, comma 2, d.P.R. n. 380 del 2001, il giudice di appello (o la Corte di cassazione), nel dichiarare estinto per prescrizione il reato di lottizzazione abusiva, decide sull’impugnazione ai soli effetti della confisca, previo accertamento della responsabilità dell’imputato.
La Corte d’Appello di Bologna, sentenza del 13/3/2026, n. 737, riafferma il principio dell’ammissibilità del disconoscimento preventivo della firma su scrittura privata non ancora depositata in giudizio specificando le condizioni acché esso sia valido e idoneo a impedire il riconoscimento tacito.
Sono state pubblicate sul sito istituzionale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale due nuove determine, esaminate nell’ambito dell’ottava riunione del Tavolo NIS, che intervengono su profili centrali del sistema delineato dal decreto NIS. I provvedimenti riguardano, da un lato, la definizione dei termini per gli adempimenti dei soggetti inseriti per la prima volta nell’elenco NIS nel 2026 e, dall’altro, l’aggiornamento delle modalità di utilizzo e accesso alla piattaforma digitale ACN, con un focus specifico sul tema dei fornitori rilevanti.
È legittima la revoca dell’agevolazione usufruita dalla contribuente al momento dell’acquisto della prima casa di abitazione se il successivo accordo, concluso tra le parti con effetto risolutorio dell’acquisto (per mutuo dissenso), abbia comportato un "ritrasferimento" infraquinquennale dello stesso immobile già acquistato, trasferimento cui non abbia fatto seguito il riacquisto «di altro immobile da adibire a propria abitazione principale». In questo modo si è espressa la Cassazione civile con l’ordinanza n. 9143/2026.
La Corte costituzionale n. 51 del 2026 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale – in riferimento agli artt. 3, 41 e 42 Cost. – dell’art. 72, comma 1, del codice dei beni culturali, nella parte in cui non prevede che sia certificato, a domanda dell’interessato, l’ingresso nel territorio nazionale delle opere antiche e delle opere di autore vivente o realizzate da meno di 70 anni di valore inferiore a 13.500 euro, poiché è irragionevole il trattamento differenziato delle cose d’arte antica importate temporaneamente, a seconda se abbiano valore superiore o inferiore al suddetto importo, oltre che lesivo della libertà di iniziativa economica e del diritto di proprietà, mentre sono state dichiarate non fondate le questioni di legittimità costituzionale relative alla disciplina differenziata dell’acquisto coattivo ex art. 70 del codice dei beni culturali.
La recentissima ordinanza della Cassazione civile n. 6803/2026, in tema di revoca tacita della rinuncia espressa in forma solenne all’eredità, consente una serie di riflessioni sull’istituto della rinuncia all’eredità.
Al via la III edizione con i principali esperti del panorama giuridico italiano che interverranno sul tema della responsabilità da AI e sull’approccio al rischio nei principali settori industriali
Il Tribunale di Pistoia ha emesso in data 19 marzo 2026 un interessante provvedimento cautelare relativo ad un caso di concorrenza sleale che ha interessato l'utilizzo di intelligenza artificiale generativa nel contesto dell'attività promozionale di un'impresa. La resistente, accusata di aver pubblicato sul proprio blog dei contenuti che includevano riferimenti ai testimonial contrattualizzati dalla ricorrente ed ai segni distintivi di quest’ultima, ha invocato a propria difesa la natura automatizzata dei contenuti, generati da un sistema di intelligenza artificiale integrato nella piattaforma editoriale del sito e pubblicati in modo automatico. Il Giudice ha valutato tale circostanza non già come esimente, bensì come ammissione della condotta contestata, accogliendo la maggior parte delle domande della ricorrente. La pronuncia conferma che l'utilizzo di sistemi di AI generativa non esonera l'imprenditore dalla responsabilità per i contenuti diffusi, offrendo spunti sull'impiego non controllato dell'intelligenza artificiale nell'attività d'impresa.
Integra il delitto previsto dall’art. 570, comma 2, n. 2), c.p. (e non anche quello di violazione degli obblighi di assistenza familiare in caso di separazione o divorzio di cui all’art. 570-bis c.p., che rimane in esso assorbito) la condotta del genitore che ometta di versare ai figli minori l’assegno liquidato in sede civile, quando da tale omissione discenda la mancata prestazione dei mezzi di sussistenza. Le due norme si trovano in rapporto di specialità: il nucleo comune è costituito dalla violazione dell’obbligo di assistenza materiale quale proiezione del dovere di cura, mentre l’elemento specializzante dell’art. 570, comma 2, n. 2), c.p. è rappresentato dalla conseguente privazione dei mezzi di sussistenza. La duplicazione delle imputazioni porrebbe a carico del soggetto due volte la medesima condotta materiale, in violazione del principio del ne bis in idem sostanziale. Lo ha stabilito la Cassazione penale, sez. VI, sentenza 1° aprile 2026, n. 12321.
La Corte di cassazione, ordinanza n. 7514/2026, ribadisce l'inutilizzabilità delle prove digitali acquisite in violazione dell'art. 4, Statuto dei Lavoratori. Il principio cardine stabilito è che il cosiddetto controllo difensivo in senso stretto è legittimo solo se attivato ex post, ovvero successivamente all'insorgere di un fondato sospetto di illecito. Non è ammessa la sanatoria retroattiva di dati raccolti in precedenza, anche se l'esame materiale avviene dopo la cessazione del rapporto.
Nel dirimere un conflitto di attribuzione sollevato dal Senato nei confronti della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania, la Corte costituzionale, sentenza n. 49/2026 la ha precisato a quali condizioni operino le garanzie previste dall’art. 68 Cost. nel caso di intercettazioni tra presenti effettuate in un immobile ove vi sia (anche) la segreteria politica di un parlamentare.
Fino a che punto l’utilizzo degli strumenti di IA nell’ambito della professione forense può costituire un vantaggio per gli avvocati? Ciò che di recente è accaduto nelle aule di due tribunali porta a riflettere, ancora una volta, su rischi e benefici della nuova tecnologia. Ecco quanto stabilito dalla sentenza n. 165 del 24 marzo 2026 del Tribunale di Modena e dalla sentenza del 10 febbraio 2026 del Tribunale di Verona.
Scadenze, devoluzione del patrimonio e ruolo del notaio: un'analisi delle implicazioni per gli enti non profit dopo la fine della disciplina delle Onlus.
Il caso di vacanza rovinata sottoposto alla Cassazione riguarda una vacanza nemmeno iniziata, perchè, all'atto dell'imbarco, il passeggero risultava privo di un valido documento di ingresso nel paese di destinazione. Di qui la richiesta risarcitoria al tour operator, per non aver tempestivamente informato il cliente dei documenti necessari per lo svolgimento del viaggio. È quanto si legge nell’ordinanza della Cassazione civile 8 aprile 2026, n. 8705.
La Cassazione penale, sez. IV, sentenza 12 marzo 2026, n. 9579 affronta il tema della responsabilità medica per il reato di omicidio colposo. La soluzione adottata dalla Suprema Corte si allinea all’orientamento maggioritario che conferma l’utilizzabilità dei risultati degli accertamenti tecnici irripetibili anche verso chi non era, all’epoca dell’espletamento, ancora attinto da indizi di reità. Inoltre, la pronuncia si allinea all’orientamento prevalente che esclude l’applicabilità della causa di non punibilità di cui all’art. 590 sexies, comma 2 c.p. nei confronti di una condotta grossolana del sanitario.
Il Tribunale per i Minorenni di Venezia ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’art. 29-bis della L. n. 184/1983, nella parte in cui preclude l’adozione internazionale alle coppie unite civilmente. L’ordinanza evidenzia una possibile discriminazione irragionevole basata sull’orientamento sessuale, specialmente dopo l’apertura ai singoli operata dalla Consulta con la sentenza n. 33/2025.