La responsabilità del prestatore di opera intellettuale nei confronti del proprio cliente per negligente svolgimento dell'attività professionale presuppone la prova del danno e del nesso causale tra la condotta del professionista ed il pregiudizio del cliente. È quanto si legge nell’ordinanza della Cassazione dell’11 maggio 2026, n. 13671.
La Corte costituzionale sentenza n. 66 del 2026 ha rigettato una serie di questioni di legittimità costituzionale dell’art. 147 cod. pen., nella parte in cui non prevede che se, a seguito degli accertamenti esperiti, ove occorra anche mediante perizia, risulta che lo stato psicofisico del condannato è tale da impedire la cosciente sottoposizione all’esecuzione della pena e che tale stato è irreversibile, il giudice pronuncia ordinanza di non luogo a procedere o ordinanza di non doversi procedere.
In regime di affidamento condiviso, la Corte subordina la stanzialità del minore non già alla prossimità fisica permanente, ma alla qualità del progetto educativo e alla garanzia dei contatti periodici atti a scongiurare la recisione dei legami affettivi. In questo contesto, il trasferimento della madre in altra città per motivi di lavoro non costituisce ostacolo all’esercizio della genitorialità, ponendosi in linea con l’interesse dei minori. La decisione in esame consolida l'orientamento della Giurisprudenza di legittimità circa l'insindacabilità delle scelte residenziali del genitore collocatario attraverso una lettura evolutiva del principio di bigenitorialità, non ancorato ad una parità aritmetica dei tempi, ma alla qualità e la stabilità della relazione. Lo ribadisce con chiarezza la Cassazione civile, sez. I, sentenza 27 aprile 2026, n. 11378.
Il Collegio Sindacale è stato rafforzato con la modifica del T.U.F., prevista dal D.Lgs. 27 marzo 2026, n. 47, sia nell’accrescimento delle sue funzioni, sia nelle comunicazioni all’assemblea di approvazione del bilancio. In particolare, al Collegio Sindacale è stata attribuita anche la vigilanza sull’adeguatezza e sul concreto funzionamento del “sistema di controllo interno e di gestione dei rischi”, come già obbligatoria per il Collegio Sindacale delle società quotate.
Al via la quarta edizione dell'iniziativa divenuta negli anni un luogo stabile di dialogo tra istituzioni, avvocatura, accademia, imprese e professionisti.
Un padre che non paga il mantenimento e si disinteressa della vita delle figlie risponde di due reati distinti, senza possibilità di “sconti” per assorbimento. Principio ribadito da Cassazione penale, sez. VI, sentenza 14 aprile 2026, n. 13509.
In presenza di reato ostativo, quale quello contestato in relazione all’aggravante di cui all’art. 577 comma 1, n.1, cod. pen., che rientra nell’ambito della elencazione di cui all’art.131 bis, comma 2, n.3 cod. pen., stante il divieto posto da tale disposizione normativa, non è possibile applicare la causa di non punibilità della particolare tenuità del fatto. Lo stabilisce la Cassazione penale, sez. V, sentenza 28 aprile 2026, n. 15403.
Con il Provvedimento n. 164/2026, il Garante per la protezione dei dati personali è intervenuto sul sistema biometrico FaceBoarding adottato da SEA presso l’aeroporto di Milano Linate. Il caso evidenzia le criticità del trattamento illecito di dati biometrici su larga scala, già oggetto di limitazione e successiva cancellazione dei dati. L’indagine si inserisce nel quadro interpretativo delineato dall’European Data Protection Board nell’Opinion 11/2024, che ammette solo modelli con pieno controllo dell’utente sui dati.
Non è applicabile l'art. 131-bis c.p. quando il reato si sia realizzato tramite plurime condotte che siano espressione di un ''comportamento abituale'' (Cassazione n. 6713/2026)
La Corte costituzionale n. 60 del 2026 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale – in riferimento all’art. 117, comma 2, lett. e), Cost. – dell’art. 1 della legge della Regione Toscana n. 30 del 2025, nella parte in cui prevede l’introduzione, nei bandi di gara della Regione e dei suoi enti strumentali, di un criterio premiale consistente nell’applicazione di un trattamento economico minimo orario non inferiore a nove euro lordi, poiché tale criterio è idoneo a produrre effetti diretti sull’esito delle gare e, indirettamente, sulla scelta degli operatori economici di parteciparvi, discostandosi così dal punto di equilibrio degli interessi coinvolti e incidendo sulla concorrenzialità del mercato.
L'uso dell'intelligenza artificiale per verificare se la firma apposta ad un testamento sia effettivamente vera è subordinato all'indicazione dell'utilità che da essa può derivare. Questo, in sintesi, il principio stabilito dal Tribunale di Cagliari, con la sentenza n. 724 del 20 marzo 2026.
L'incameramento del profitto confluito su una carta di credito intestata all'imputato costituisce, in assenza di ricostruzioni alternative validamente dimostrate nel corso del procedimento, elemento di decisiva rilevanza ai fini dell'affermazione di responsabilità per il delitto di truffa aggravata, sussistendo dimostrazione del ruolo essenziale svolto dal prevenuto nella consumazione dell'illecito. Lo stabilisce la Cassazione penale, sez. II, sentenza 27 aprile 2026, n. 15091.
La Corte costituzionale n. 65 del 2026 ha dichiarato la non fondatezza delle questioni di legittimità costituzionale – sollevate in riferimento agli artt. 3, 41 e 97 Cost. – dell’art. 175, comma 12, c.d.s., nella parte in cui subordina l’attività di soccorso stradale e la rimozione dei veicoli a preventiva autorizzazione dell’ente proprietario della strada, sanzionando, di conseguenza, chi compia tale attività in difetto di autorizzazione, poiché la previsione è finalizzata alla verifica che i mezzi nella disponibilità degli aspiranti all’esercizio del servizio di soccorso e rimozione di veicoli presentino caratteristiche costruttive e funzionali atte ad assicurare l’incolumità personale dei soggetti coinvolti nella loro circolazione.
Per la prima volta la Corte di Giustizia Ue constata, in un ricorso diretto contro uno Stato membro, una violazione dell’art. 2 TUE, che enuncia i valori su cui si fonda l’Unione europea: con la sentenza del 21 aprile 2026 causa C-769/22 Commissione contro Ungheria, la Corte Ue individua tale violazione nell’adozione da parte dell’Ungheria di una legge che stigmatizza ed emargina le persone LGBTI+. In particolare, la legge ha apportato modifiche che vietano o limitano l’accesso a contenuti nel settore audiovisivo o pubblicitario, che rappresentino o promuovano la divergenza rispetto all’identità personale corrispondente al sesso alla nascita, il cambiamento di sesso o l’omosessualità.
Il Tribunale di Firenze, con sentenza del 30 marzo 2026, n. 1758, ha rigettato l’opposizione a decreto ingiuntivo e le domande riconvenzionali proposte dal committente di un appalto nei confronti dell’impresa appaltatrice, ritenendo provato il credito per il prezzo delle opere, nonché decaduto il committente dalla garanzia per vizi delle stesse.
Se si può ammettere che il difensore debba osservare la “precauzione” di rispettare la condizione di procedibilità quando è dubbio se essa vada seguita, non può imporsi, invece, al difensore, in assenza di elementi di dubbio, di dover compiere un atto in quel momento non necessario; diversamente, si farebbero gravare sul difensore gli effetti non solo di un mutamento di giurisprudenza (imponendogli di prevederli) ma, altresì, gli effetti di una giurisprudenza del tutto nuova, ossia instauratasi su casi successivi al momento in cui il difensore agisce. È quanto si legge nella sentenza della Cassazione civile del 7 maggio 2026, n. 13166.
La Corte d’Appello di Roma interviene (per la terza volta in poche settimane) con la sentenza della sezione I civile, 11 marzo 2026, n. 2016, sui presupposti e sugli elementi che configurano il sospetto di riciclaggio per il quale il professionista soggetto obbligato (notaio, in questo caso), è tenuto ad effettuare la segnalazione, ed è passibile di sanzioni in caso contrario.
La scelta della stazione appaltante di attivare, o meno, la verifica dell’anomalia dell’offerta nei casi non obbligatori rientra nella più ampia discrezionalità della stazione appaltante ed è sindacabile solo di fronte a elementi di macroscopica inattendibilità dell’offerta. Lo stabilisce il Tar Calabria, sez. II, sentenza 29 aprile 2026, n. 783.
La sentenza in disamina ripercorre struttura e natura della confisca di cui all’art. 240 bis c.p. e ribadisce che il criterio della ragionevolezza temporale tra acquisito dei beni/accumulo di ricchezza e la commissione dei reati spia costituisce elemento ineludibile ai fini dell’operatività dell’ablazione, poiché la sua assenza rende ictu oculi irragionevole la presunzione di derivazione del bene stesso da una attività illecita. Lo stabilisce la Cassazione penale, sez. V, sentenza 21 aprile 2026, n. 14565.
In Gazzetta Ufficiale il Decreto Primo Maggio (D.L. 62/2026) e il Piano casa (D.L. 66/2026). Il CdM approva il ddl sfratti e il D.Lgs. sulle parità retributiva. Convertito in legge il Decreto commissari straordinari e ok definitivo per la legge sulla valorizzazione della risorsa mare. Primo placet per Roma Capitale. Riforma ordinamento forense: concluso l’esame della Commissione Giustizia, a breve in Assemblea.
Pronunciandosi su un ricorso proposto avverso la sentenza con cui la Corte di appello, in parziale riforma della sentenza pronunciata del Tribunale, assolveva un imputato dal reato di cui resistenza a pubblico ufficiale, e, previa concessione delle circostanze attenuanti generiche, rideterminava la pena inflitta all' imputato in relazione ai reati di cui agli artt. 341-bis e 595, c.p., la Cassazione penale, sez. VI, sentenza 23 aprile 2026, n. 14741- nell’accogliere la tesi difensiva che denunciava l’illegittimità (anche costituzionale, per contrasto con artt. 3, 24, 111 Cost.) del divieto che preclude l’applicazione dell’art. 131-bis per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale - ha affermato il principio secondo cui il divieto di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis, co. 3, n. 2, c.p.) con riferimento all’art. 341-bis c.p. non opera “tout court”, ma solo quando l’oltraggio sia commesso nei confronti di un ufficiale o agente di pubblica sicurezza o di polizia giudiziaria nell’esercizio delle proprie funzioni. Pertanto, non è sufficiente che la persona offesa appartenga alla polizia municipale, occorrendo la verifica in concreto: (a) dello svolgimento, al momento del fatto, di attività di p.g. nei limiti di legge; oppure (b) dell’esistenza di un formale provvedimento prefettizio che conferisca la qualifica di agente di p.s. ai sensi della L. n. 65/1986.
Secondo la Corte d’Appello di Roma, con sentenza n.2489 del 25 marzo 2026, le circostanze che assumono rilievo al fine di decidere se effettuare o meno una segnalazione di operazione sospetta (SOS) sono solo quelle che il soggetto obbligato - professionista conosceva (o meglio poteva e doveva conoscere nell’adempimento dell’incarico professionale) al momento dell’operazione contestata. Questa affermazione può apparire di poco rilievo, ma si tratta, invece, di una puntualizzazione destinata ad avere conseguenze importanti sull’approccio dell’esame delle fattispecie concrete sotto il profilo delle norme antiriciclaggio.
La Cassazione civile, con l’Ordinanza n. 9608/2026, introduce un significativo irrigidimento sistematico nella lettura dei rapporti tra partecipazione personale, rappresentanza sostanziale e assistenza di-fensiva, escludendo che la presenza del solo difensore, seppur munito di procura sostanziale, possa soddisfare la condizione di procedibilità. Superando l'orientamento precedente, che ammetteva la sostituzione della parte da parte del legale munito di procura sostanziale, la Corte, allineandosi al-lo spirito della Riforma Cartabia, introduce il principio di "distinzione strutturale" tra la parte e il suo difensore, in virtù del quale il difensore non può cumulare in sé i distinti ruoli di assistente e di partecipante, rendendo di fatto imprescindibile la presenza di un soggetto diverso dal legale che assiste la parte e relegando la delega a un'eccezione motivata.